BIBLIOTECA
ANGELO LORENZONI

 

 

Alpinismo a 4 mani,
Giovanni Saragat e Guido Rey,
ROUX FRASSATI & C. EDITORI, Torino 1898 (sezione storica

 

SSi tratta di un una raccolta di resoconti di escursioni sulle Alpi occidentali, dalle marittime fino alla Valtellina. L’autore termina di scrivere il suoi racconti nel 1910 e il libro riesce a testimoniare perfettamente quel periodo. A partire dalla grafica della copertina, ormai ingiallita, con note a margine scritte da una pennino che veniva ancora intinto nel calamaio. Lo stile di scrittura fa subito pensare ad altri tempi: elegante, retorico e un po’ superbo. Certe frasi lette qua e là ci permettono di fotografare (in bianco e nero, virato seppia) l’inizio di quel XX secolo. Leggiamo di bagagli trasportati a dorso di mulo a Gressoney verso l’albergo dove alloggiava la regina Margherita, di guide alpine che si svegliano di buon’ora per preparare la colazione ai loro clienti. Originale è la proposta di un escursionista di introdurre la “lodevole costumanza” di portare una coppia di piccioni viaggiatori, per poter inviare una richiesta di aiuto in caso di bisogno.
I nomi delle cime e dei panorami descritti sono gli stessi dei nostri giorni, riusciamo tuttavia a distinguerli incontaminati, con gli occhi degli autori. Con un po’ di malinconia al pensiero di cosa si è perso.
Il libro termina con un doloroso presentimento. Gli autori presagiscono una rapida fine dell’alpinismo quando, a Zermatt, assistono all’inaugurazione della ferrovia del Cervino.
Un pensiero banale che mi torna sempre in mente quando afferro queste profezie: chissà cosa direbbero i nostri autori se, in una limpida domenica invernale del nostro tempo, dovessero assistere all’assalto ad una vetta inviolata da parte di una moltitudine di colorati e chiassosi sciatori , radunati nel fumoso parcheggio della stazione di partenza di una comoda funivia da cento posti?

 
 
 
 
 
 
 

 

 

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