MONT GELE'

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1° giorno comune a tutti i gruppi.
Dislivello 714m percorrenza 2 ore circa.
Sabato 10 partenza da Novara alle 7.30.
Se il numero lo consentirà e se saremo tutti d’accordo, prenoteremo un pulmino, in questo caso avremo una variazione sul prezzo.

Lasceremo le auto (o il pullman) alla
Frazione Ruz di Bionaz (1696 m.). In 2 ore saliremo al rifugio per la comoda sterrata (segnavia n. 2) attraversando l'emissario della comba di Crête Sèche. Proseguendo attraverso il bosco si raggiunge l'Alpe Berrier (2192 m.) dove si incontrano i segnavia dell'Alta Via n. 3 che accompagnano l'escursionista fino alla porta del rifugio Cretes Seche (2410m.)

Arriveremo verso mezzogiorno, pranzeremo al sacco, chi vorrà potrà approfittare dell'ospitalità del rifugio, ben noto per l'ottima cucina. (consultare il sito: www.rifugiocreteseche.it). Nel pomeriggio si potranno effettuare brevi escursioni nei dintorni, i più allenati potranno cimentarsi sulla ferrata, arrampicarsi sulla vie della falesia poco distante, o semplicemente riposarsi e godersi il relax, immersi in un panorama unico. Prima di cena effettueremo anche una check list delle attrezzature e definiremo la cordate di coloro che saliranno al mont Gelè.

 

2° giorno.
La domenica avremo la possibilità di dividerci in più gruppi.
Opzione 1° gruppo.
Ci organizzeremo per scegliere tra le escursioni al Colle di Chardoney (3185m.) dislivello 775m, percorrenza 3 ore, in alternativa ci sarà la salita al Colle di Cretes Seche (2899m.) dislivello 489m, percorrenza in 2 ore, e per coloro che non vogliono faticare eccessivamente una tranquilla salita di un'ora all'alpeggio di Chardoney (2525m) dislivello 115m.
Il gruppo principale ascenderà al Mont Gelè, (3519m.) dislivello 1109m percorrenza 3,5 ore che è la meta della gita. Ai partecipanti a questa ascensione ricordiamo che dovranno essere provvisti di ramponi (già regolati sulle proprie misure), imbraco, piccozza, abbigliamento adatto al ghiacciaio. Chiederemo a qualcuno che ne sia già in possesso di condividere la propria corda.
Partiremo presto, verso le 6. Dal rifugio si segue il segnavia n 2 fino quasi alla fine del plan de la Sabla, dove si lascia il sentiero 2 e si prende a sinistra, destra orografica, lungo un sentiero segnato di giallo che dopo un lungo tratto su di un pendio abbastanza ripido su sfasciume, porta al ripiano che si trova prima del Colle del Mont Gelé, da qui si prosegue fino al Colle del Mont Gelé (3180 m.s.l.m.) dove si lascia il sentiero per portarsi sul ghiacciaio del Mont Gelé, appena prima di arrivare sotto la vetta, ben riconoscibile grazie ad una croce posizionata sulla stessa, si possono scegliere due itinerari. Il primo lascia il ghiacciaio in corrispondenza dell’ ultima depressione visibile sulla cresta di confine sulla destra di chi sale per prendere le roccette (vedi ometti) e salire in punta lungo il facile tratto di cresta terminale. Il secondo prosegue su ghiacciaio fino al ripido pendio sotto la verticale della vetta, lo si percorre risalendolo fino a raggiungere la cima. L’ ultimo percorso è sconsigliato nei periodi in cui la neve scarseggia o è ghiacciata e sono comunque vivamente consigliati i ramponi. Noi decideremo in base ai suggerimenti che Daniele, il gestore del rifugio, ci darà tenendo conto della situazione del periodo. Per la discesa seguiremo la via di salita. Arriveremo al rifugio dopo le 14, riposeremo e scenderemo tutti insieme al parcheggio.

 

Questa montagna è l’ideale per chi vuole avvicinarsi all’ alpinismo, poiché lungo il percorso che porta alla vetta si trovano tutti i tipi di terreno alpinistico ma sempre con difficoltà molto basse. Troviamo infatti dei tratti su grandi massi, su sentiero, in canali detritici, su nevai, sul ghiacciaio, su roccia. Come su ogni ghiacciaio anche su quello del Mont Gelé è meglio procedere in cordata ed anche se in genere i ramponi non sono indispensabili è meglio averli soprattutto in quei momenti in cui le particolari condizioni lo richiedono.
Il panorama spazia, essendo una vetta al centro della Valle d’ Aosta, su tutte le montagne importanti, dalla Dent d’ Herens, al Monte Rosa passando per il Cervino, per arrivare alla Grivola, il Gran Paradiso, il Monte Bianco e ad un soffio dal naso ci sono il Mont Vélan e il Grand Combin. Sotto scorgiamo la Fenêtre Durand che porta in Svizzera.

Tale colle fu attraversato, tra i tanti fuggiaschi che furono aiutati dalla banda partigiana comandata da Ettore Castiglioni, anche dal Presidente Einaudi durante la Seconda Guerra Mondiale, in fuga dal regime nazi-fascista diretto nella neutrale Svizzera. 
Questa montagna fu salita per la prima volta da un’ alpinista di Chamonix divenuto famoso per la salita al Cervino e la sua triste morte, lo stesso giorno durante la discesa, il suo nome è Michel Croz. Egli salì sul Mont Gelé per primo con il fratello Jean Baptiste e F. W. Jacomb l’ 11 agosto 1861 (12 giorni dopo arrivò per primo anche sul Castore).
 

 
 



 

 

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