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Descrizione del sito ed itinerario del giorno
Partenza, ore 9,00 circa, da Suna con oggetto un lungo
percorso nell’entroterra Verbanese denominato “I sette
Campanili”; si snoda lungo le antiche mulattiere di
collegamento tra i nuclei abitati, nell’ordine, di
Cavandone (fraz. di Verbania), Bieno e Rovegro (fraz. di
S. Bernardino Verbano), Cossogno, Unchio, Trobaso e
Renco (frazioni di Verbania)
Prima di prendere il sentiero vero e proprio,
attraversiamo in tutta la sua larghezza la frazione
partendo dal lungolago in corrispondenza del 1°
campanile, entro una cornice molto suggestiva di vecchie
tipiche case. Superata Suna prendiamo il sentiero sulle
falde occidentali del Monterosso dove intravvediamo alla
nostra sinistra lo splendido Golfo Borromeo. Dopo breve
tempo passiamo nelle vicinanze della “Torraccia”, torre
medioevale trasformata in abitazione; anticamente
serviva come torre di avvistamento per gli antichi
feudatari Borromeo. Seguitiamo su comodo sentiero e ci
fermiamo alla chiesa del Buon Rimedio, un antico
romitorio, ubicato su un vasto piazzale panoramico e
ancora oggi meta della devozione delle genti locali. Ci
portiamo avanti per il bel paese di Cavandone, un
aggregato edilizio a carattere rustico montano,
recentemente restaurato a cura dei privati proprietari.
Transitiamo sotto la chiesa parrocchiale di Cavandone
(2° campanile), dedicata alla natività di Maria, dove si
innalza, in bella posizione panoramica antistante la
Basilica, un famoso Tasso plurisecolare (pianta alta 15
m. e con una circonferenza di ca. 3,6 m.). Giunti a
Cavandone scolliniamo per un sentiero comodo e sicuro e
ci dirigiamo verso Bieno (3° campanile), un antico
centro medioevale ubicato a mezza costa ed esposto a
mezzogiorno tra il Monterosso e la Val Grande. Avanziamo
sul crinale che separa la Val Grande dalla piana del
Toce per raggiungere il Santuario della Madonna di
Santino o del Patrocinio della B.V. Maria. Da quì
riprendiamo il sentiero per Rovegro (4° campanile).
Riprendiamo il cammino per Cossogno. Attraversiamo le
belle viuzze di Rovegro, rifatte con ciottoli di fiume e
lastre di pietra al centro, in direzione del “Ponte
Romano”, unico sentiero che conduce a Cossogno. Detto
ponte è costituito da arcata in pietra. Risale al 18°
secolo ed è posto nella parte più stretta della valle
che segna il confine tra i due borghi. Il nome “romano”
deriva dalla consuetudine locale, stante il fascino
ardito che esprime e la tecnica costruttiva surrogata
dalla ingegneria degli eserciti romani. Giunti sul
ponte, dopo aver rivolto lo sguardo verso
l’impressionante orrido sottostante, ci avviamo verso
Cossogno. Ad accoglierci presso il Circolo operaio di
questo caratteristico paese ci attende il Sindaco,
dott.ssa Silvia Marchionini, unitamente ad amici del
Circolo. Troviamo inoltre, imbanditi e ben ordinati, i
tavoli per tutto il gruppo. Ringraziamo il Sindaco,
l’intera amministrazione e gli amici del Circolo per
l’accoglienza e, dopo un ottimo pasto, riprendiamo il
cammino verso il Motto di Unchio, attraversando Cossogno
( 5° campanile). Al Motto di Unchio troviamo un piccolo
Oratorio dedicato alla Madonna del Monte, chiamato
anticamente Madonna della Croce. Scendiamo lungo la
mulattiera della Via Crucis, le cui cappelle versano in
grave stato di abbandono con gli affreschi in gran parte
scomparsi e giungiamo, in breve tempo, a Unchio (6°
campanile), sobborgo ubicato a mezza costa sulle pendici
del Mottone. Prosseguendo verso il Ponte di Santino e,
lungo il sentiero che costeggia il fiume San Bernardino,
giungeremo a Renco (7° campanile). Successivamente, per
via asfaltata, raggiungeremo nuovamente Suna dopo circa
ore 5,5 di cammino e dopo aver percorso ben 17
chilometri e mezzo. Lungo il rientro a Suna, passeremo
accanto ad una vera meraviglia: la Basilica
rinascimentale, edificata su preesistente chiesa
romanica (Sancta Maria de Egro), di Madonna di campagna,
vero gioiello architettonico arricchito internamente da
affreschi di ottima fattura e di grande valore. |