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PERCORSO:
Da Piedicavallo (1037 m) si imbocca la mulattiera che
sale fiancheggiando la Chiesa Parrocchiale. In
alternativa, se si lascia l'auto al Parco delle Ravere,
si sale alla piazzetta del parcheggio poco più in alto
e, lasciando a sinistra la mulattiera che sale al Lago
della Vecchia, si segue il selciato che sale tra le
abitazioni. Attraversato un ponticello in ferro e legno,
ancora tra le case, si svolta a sinistra e ci si immette
nella mulattiera (E60). Poco più avanti si attraversa un
rio ed il percorso prosegue in moderata pendenza assai
vicino al torrente Mologna in luoghi ombrosi per la
presenza di folti alberi. Dopo una cappella piuttosto
malandata, la mulattiera accentua la pendenza e con due
svolte ravvicinate si inoltra nella frazione Montà, un
suggestivo gruppo di case rustiche con un oratorio,
costruito sull'orlo del pianoro morenico lasciato dal
fronte del ghiacciaio in un intervallo della fase di
ritiro, e successivamente lavorato dalle acque. A questo
punto la valle cambia aspetto, sia dal punto di vista
morfologico, in quanto si amplia, sia da quello
botanico, poiché la vegetazione assume ora caratteri
eliofili. Attraversata la frazione Montà, poco più a
monte si perviene al ponticello che conduce alle Piane,
gruppo di casolari sul detto ripiano morenico. Lasciato
a sinistra il ponticello, la mulattiera continua a
salire dolcemente sempre sulla sinistra orografica del
torrente. Ben presto appare la rupe sulla quale poggia
il rifugio Rivetti, mentre vicina si alza la costruzione
dell'ex ristoro Olimpia (m.1539); più in alto di questo
è visibile la caratteristica sagoma rocciosa della
Mitria. Dopo qualche svolta si giunge all'alpe Anval
(1643 m). Qui è posto un bivio; a sinistra la mulattiera
prosegue per il colle della Mologna Piccola, mentre
proseguendo diritto il sentiero E60 si inerpica rude a
monte delle casere per guadagnare un ripiano che funge
da collettore per le nevi che vi precipitano da tre lati
e sul quale sorgono i resti dei ricoveri dell'alpe
Pianel (1743 m). Seguendo i segni o proseguendo sulla
neve pressata, a secondo della stagione, ci si pone sul
fianco destro orografico della valle, dove il sentiero
volteggia per superare un pendio alquanto accentuato,
oltrepassa una sorgente e mantiene grosso modo la
direzione fin dove si stacca a destra l'erta scorciatoia
(indicata da segnali) che più direttamente sale al
rifugio. Il sentiero principale tende invece a sinistra
fino a sboccare su un altro ripiano erboso, ma stretto
da massi franati dalla soprastante punta dei Gemelli;
qui furono costruite le casere dell'alpe Lavazei (2048
m). Avendo ora ben visibile a N la costruzione del
rifugio, si riprende a salire per il pascolo sempre più
pietroso, poggiando poi decisamente a destra, in
traversata si giunge al Rifugio Rivetti (2150 m).
Possibilità di fermarsi in più punti: nei pressi dell'ex
ristoro Olimpia (m.1539), dell’ alpe Anval (1643 m),
dell'alpe Pianel (1743 m). Si scende con lo stesso
sentiero. |