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Descrizione del sito
Percorso sul
solitario monte tra l'Ossola, il Cusio e il Verbano,
punto strategico di controllo delle valli.
Il piccolo villaggio di Montorfano è situato tra i
boschi sul monte dallo stesso nome che domina il lago di
Mergozzo. Il granito bianco locale è celebre: con questo
materiale vennero realizzate nel 1506 le colonne del
porticato del
Lazzaretto
di
Milano
e nel
1830
le colonne di
San Paolo fuori le Mura
a
Roma.
La chiesa di San Giovanni Battista (XII secolo), in
blocchi di granito con copertura a beole, ha pianta a
croce latina, con tiburio ottagonale ornato da archetti
pensili. Nella chiesa è presente una pala di altare,
opera di
Luigi Reali,
pittore fiorentino del XVII secolo operante nella zona,
che raffigura la Madonna del Carmine tra i SS. Giovanni
Evangelista e Rocco. Scavi archeologici, condotti sotto
il controllo della Soprintendenza per i Beni
archeologici del Piemonte, hanno messo in luce
interessanti strutture precedenti all'edificio attuale.
Nell'area si sono succedute tre fasi: una
paleocristiana, una carolingia e l'attuale di età
romanica. All'interno della chiesa si possono ammirare i
resti del fonte battesimale paleocristiano, mentre di
fianco all'esterno troviamo i resti della basilica a tre
absidi di età altomedievale.
Nel giugno 1889, a fronte del rifiuto del prevosto di
Mergozzo di salire al villaggio per celebrare la festa
di San Giovanni, patrono degli scalpellini, gli abitanti
si rivolsero al pastore della chiesa evangelica di
Intra.
In seguito a questi fatti, venne costruita una chiesa
protestante, in stile
neoromanico,
attualmente utilizzata come Centro Comunitario.
La complessa linea difensiva costruita a poca distanza
dalla frontiera svizzera durante la Prima guerra
mondiale è ormai conosciuta come "Linea Cadorna", quasi
per ricordare nella sua denominazione il generale Luigi
Cadorna di Pallanza, allora Capo di Stato Maggiore
dell'Esercito che ne fu il promotore. Ufficialmente
nessuno chiamò però mai questa imponente struttura
difensiva "Linea Cadorna", denominazione recente ma
molto significativa per indicare quella che nella
terminologia burocratico-militare, almeno dopo il
gennaio 1917, venne definita come "Occupazione
Avanzata Frontiera Nord".
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