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DOMENICA 13
MAGGIO 2012 |
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LIGURIA
MONTE RAMACETO m. 1345 |
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PARTENZA ORE
7:00 P.le Valentino |
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PARTENZA-ARRIVO: VENTAROLA m. 890
- DISLIVELLO: m. 500 |
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TEMPO DI
PERCORRENZA: H 4,5/6
-
DIFFICOLTA': E |
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ATTREZZATURA: Abbigliamento e calzature da
trekking |
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Descrizione:
Il Monte
Ramaceto (1345 m)
Molto simile per struttura geologica al vicino Monte
Zatta, il Ramaceto è una montagna di aspetto imponente
che domina la Val Fontanabuona, dalla quale è diviso da
ben 1000 metri di dislivello. Il grandioso e dirupato
versante meridionale è solcato da sottili
stratificazioni di arenaria modificata dagli agenti
atmosferici, mentre l’opposto versante nord è coperto di
faggi e presenta un aspetto più dolce. La sommità della
montagna si presenta coma una lunga costa a saliscendi,
dalla quale è possibile osservare la diversa morfologia
dei versanti. La vetta "tradizionale" è quella
all’estremità ovest della costa, molto panoramica; è
sormontata da una cappella devozionale.,
Anello da Ventarola (2 alternative)
1° Itinerario completo h 6: (AV Monti Liguri-Ventarola
m. 890-Casoni d’Arena m. 1085-M.Rondanara m. 1048-Passo
Ventarola N. m. 1072-Passo Ventarola S. m.1185-M. Dente
m.1326-M. Ramaceto m. 1345-Passo Crocetta m.
972-Ventarola).
2° Itinerario ridotto h 4,5: (Ventarola m. 890-Passo
Crocetta m. 972-M. Dente m. 1326 AVML-M. Ramaceto m.
1345- Passo Crocetta m. 972-Ventarola).
Di seguito viene descritto il 2° itinerario.
Percorso caratterizzato dapprima dal placido rio
Liciorno, che scorre in ambiente pianeggiante e
soleggiato, e poi da una bella faggeta che si estende in
salita fino alla cresta del M. Ramaceto. Per più della
metà il sentiero percorre l'Alta Via dei Monti Liguri,
uno dei più interessanti itinerari della Liguria lungo
lo spartiacque tirrenico-padano.
Dal comodo parcheggio del paese, passando tra le vecchie
abitazioni si raggiunge e attraversa l’alveo del
torrente Ventarola dove una comoda mulattiera risale il
letto del torrente Liciorno in direzione sud. Si
percorrono ampi pascoli pianeggianti fino a raggiungere
il Quadrivio della Crocetta. Qui, in ragione delle
condizioni del percorso, si valuterà se dirigerci ad
est, verso il passo della Crocetta e l’abitato di Acero
a sua volta collegato con il Passo della Forcella,
oppure iniziare a salire verso il passo di Ventarola Sud
o La Bocca di Feia, da cui si raggiunge per un ampio
crinale erboso il Monte Dente (Cappelletta, bel panorama
verso il mare). Proseguendo verso levante per cresta si
giunge al M. Ramaceto. Da qui, proseguendo in cresta
lungo il percorso dell'Alta Via sempre ben segnalato, si
riprende il Passo della Crocetta, a pochi passi dal
Quadrivio già percorso in andata e si ridiscende a
Ventarola.
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DOMENICA 20 MAGGIO 2012
LIGURIA LEVANTO – MONTEROSSO (Comprensorio 5
Terre)
PARTENZA ORE 7 P.le Valentino
PARTENZA Levanto m. 0
ARRIVO Monterosso m. 0
QUOTA MASSIMA m. 330 circa
TEMPO DI PERCORRENZA 4 H (2,5 Punta Mesco-1,5
Monterosso)
DIFFICOLTA’ E
ABBIGLIAMENTO TREKKING
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Descrizione:
A distanza di un anno dal tragico evento alluvionale che
ha sconvolto il comprensorio delle “5 Terre”
ripercorriamo un classico itinerario che, lungo le
antiche mulattiere costiere, conduce a Monterosso, il
nucleo più a nord dei cinque abitati componenti il
comprensorio denominato “5 Terre”.
Monterosso, pur essendo circondato da un ampio
semicerchio di monti che sembrano proteggerlo dal
territorio circostante, è tra i paesi delle 5 Terre
quello che storicamente ha subito il minor isolamento e
che fin dalla prima metà del novecento ha cominciato ad
attirare un certo flusso turistico, elitario ma amante
della natura. L'attuale abitato è sostanzialmente diviso
in due nuclei di cui quello più antico (estremità più
orientale) mantiene indiscutibilmente una fisionomia più
caratteristica e seducente
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Percorso:
L'itinerario che da Levanto conduce prima a Punta Mesco
tocca alcuni dei punti più panoramici delle 5 Terre ed è
di gran lunga il meno battuto degli altri sentieri
litoranei, quindi tanto più apprezzabile da chi non ama
camminare in folti squadroni.
Prendiamo come punto di partenza la Stazione
ferroviaria. Prima di inerpicarci in direzione di Punta
Mesco avremo modo di apprezzare un piccolo gioiello
artistico: la Chiesa di S. Andrea, ammirevole esempio di
bello stile gotico ligure (sec. XIII), con le tipiche
strisce di marmo bianco e serpentino scuro, l'elegante
rosone e il sobrio portale sormontato da un delicato
affresco.
Dirigendoci verso levante rasenteremo il giardino di
villa Agnelli e il Castello Medioevale, e dopo un breve
tratto di strada asfaltata, nei pressi del Ristorante
'Giada del Mesco' (una targa esposta sul muro di una
delle case che incontriamo ricorda gli esperimenti con
le trasmissioni di onde corte fatti da Guglielmo Marconi
negli anni '30-31) riprenderemo il sentiero che ci
condurrà in circa due ore a Punta Mesco. Il percorso
presenta moderati saliscendi qua e là. Siamo immersi
nella pineta che si apre su improvvise piazzuole
panoramiche con viste spettacolari verso i promontori di
Moneglia, Sestri, ecc. Di tanto in tanto case sparse,
che testimoniano quanto fosse diversa questa montagna in
un passato non tanto lontano, intensamente coltivata e
vivacizzata dalla presenza attiva di una piccola
comunità di agricoltori sparpagliati su tutto il
territorio. Resistono ancora ampie zone coltivate a
vigna o ulivo alternate alla profumata macchia
mediterranea e al bosco.
Punta Mesco: breve deviazione sul percorso ma tappa
obbligata per un momento di sosta nel punto più
panoramico e indimenticabile di tutta questa bella
escursione. Poche decine di metri ed eccoci sulla punta
(quota 314 m.): possiamo godere una vista incomparabile
che abbraccia tutta la costa delle 5 Terre e, nelle
giornate limpide, anche le isole dell'Arcipelago Toscano
e la Corsica. Vi si trovano anche i resti dell'antica
chiesa di S. Antonio al Mesco che un tempo comprendeva
anche un convento: per la sua posizione
straordinariamente privilegiata ai monaci venne affidato
nel XVII secolo il compito (retribuito) di segnalare con
falò agli abitanti di Monterosso l'eventuale avvicinarsi
di navi corsare. Nei pressi della chiesa resistono
purtroppo anche i ruderi di una postazione militare che,
non essendo (per fortuna) più in uso è però diventata
ricettacolo di immondizie varie, che stonano con
l'assoluta bellezza di questo luogo.
Rientrando sul percorso originario raggiungeremo in
breve tempo l’intersezione con il sentiero 10 che, in
discesa alternando gradinate a passaggi un poco scoscesi
immersi in una splendida pineta, ci condurrà al
porticciolo di Monterosso caratterizzato dalla
gigantesca statua del Gigante Nettuno che sostiene una
conchiglia. Qui giunti potremo renderci conto
dell’immenso sforzo che la comunità ha operato per
riportare alla bellezza originaria il paese devastato
l’anno scorso da una incredibile calamità naturale.
La ferrovia ci riporterà velocemente a Levanto. |
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Gli scorci |
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La costa |
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Mappa |
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30 maggio / 3 giugno 2012
PROGRAMMA TREKKING ISOLA D'ELBA
30.maggio: Partenza da Novara, Piazzale Valentino ore
7,00
Pranzo al sacco o in autogrill
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Per
ulteriori dettagli clicca
QUI |
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03 / 05
agosto 2012
GIRO DEL MONVISO
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L'anello di
più tappe attorno al Monviso, con i suoi modesti
dislivelli e le diverse prospettive sugli affascinanti
profili del "Re di Pietra", si presenta come uno dei più
spettacolari trekking d'alta quota d'Europa.
Il giro domina, con vasti panorami, tre valli diverse -
Po, Varaita, Guil - e consente di ammirare il Viso in
tutta la sua imponenza: dal triangolare versante
settentrionale con il celebre scivolo di ghiaccio
violato la prima volta dal rev. Coolidge nel 1881,
affiancato dal trapezio del Visolotto, al versante
occidentale accompagnato dal bellissimo Dado del Viso di
Vallanta, alla parete orientale con la famosa cresta est
caratterizzata dal Torrione di St. Robert.
Ma è tutto il regno del Monviso che scorre davanti agli
occhi dell'escursionista in un fantastico viaggio in cui
al paesaggio aspro e severo delle ardite pareti rocciose
del massiccio meridionale si alternano i laghetti
cristallini dai riflessi verde-azzurro del Vallone delle
Giargiatte, i contorti pini cembri del bosco dell'Allevé
cui seguono gli splendidi specchi d'acqua dell'alta
Valle Po, il panoramico "Sentiero del Postino", lo
storico Buco di Viso, i vasti spazi del Queyras e
l'eccezionale belvedere della Cima Losetta.
Il Giro del Monviso pare sia stato scoperto dal
professore inglese James David Forbes, che lo compì per
primo nel 1839 in compagnia del cacciatore Rey di Abriès
in funzione di guida, impiegando circa 14 ore. Alcuni
escursionisti, emuli del primo viaggiatore, preferiscono
effettuare le 12-14 ore di cammino in una sola giornata,
ma se la scelta di Forbes fu in parte obbligata perché
non esistevano rifugi, ora proprio la loro presenza
permette di scandire liberamente le tappe.
Il giro classico si compie normalmente in cinque giorni,
riducibili in base all'allenamento e al tempo
disponibile; i punti di partenza possono essere Castello
di Pontechianale per la Valle Varaita, Pian del Re e
Oncino per la Valle Po, la Roche Ecroulée per la Valle
del Guil.
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PROGRAMMA
(di massima) TREKKING
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03.agosto: |
ore 7,00 |
Partenza da Novara, Piazzale Valentino |
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Ritrovo a Crissolo Pian del Re ore 11,30 con
pranzo al sacco |
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ore 13,30 |
Partenza da Pian del Re m. 2020 |
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Arrivo Rifugio Quintino Sella m. 2640 |
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Dislivello in salita m. 650 circa |
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Dislivello in discesa m. 30 circa |
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Durata h. 2,45 |
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Difficolta E |
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Da Pian del
Re si sale al lago Fiorenza (m. 2113), si scavalca un
colletto e si prosegue aggirando a monte il lago
Chiaretto. Si prosegue quindi lungo la mulattiera che
sale a una ampia conca compresa tra il Monviso e il Viso
mozzo. (Salita facoltativa al Viso Mozzo (E). Superato
l’ampio Colle di Viso (m. 2650), si giunge al Rifugio
Quintino sella (m. 2640).
Pernottamento con mezza pensione.
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04.agosto: |
ore 7,45 |
Colazione |
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ore 8,00 |
Partenza Rifugio Quintino. Sella m. 2640 |
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Arrivo al Rifugio Vallanta m. 2450 |
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Dislivello in salita m. 712 circa |
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Dislivello in discesa m. 902 circa |
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Durata h. 5,30 |
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Difficolta E |
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Seguendo la
mulattiera con i segnali del GTA, si percorre la conca
deo laghi delle Cagnette e si sale al Passo Gallarino
(m. 2727). Proseguendo verso ovest si arriva al Passo
San Chiaffredo (m. 2764) che conduce nel Vallone delle
Giargette. Superati i laghi Lungo e Bertin (con piccola
deviazione si può arrivare al Bivacco Bertoglio (m.
2760). Sosta per pranzo al sacco e successiva discesa
sino allo sbocco nel Vallone di Vallanta, presso la
Grange Gheit (m. 1912). Si prosegue risalendo il vallone
sino al Rifugio.
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05.agosto: |
ore 6,30 |
Colazione |
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ore 7,00 |
Partenza Rifugio Vallanta m. 2450 |
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Arrivo al Pian del Re m. 2020 |
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Dislivello in salita m. 851 circa |
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Dislivello in discesa m. 1281 circa |
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Durata h. 6 |
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Difficolta E |
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Raggiunto il
Passo di Vallanta (m. 2811) si scende in territorio
francese passando accanto al Lac Lestio (m. 2510).
Giunti su un ripiano a quota m. 2450 si volta a dx per
tagliare, a mezza costa fra i pascoli, sino al refuge du
Viso (m. 2640). Si prosegue verso nord sino a un
crocevia e da lì si giunge al Buco di Viso.
Attraversatolo si sosta per il pranzo al sacco e si
scende successivamente al Pian del Re.
Rientro a Novara previsto per le ore 19/20 circa. |
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PREISCRIZIONI E INFORMAZIONI DI DETTAGLIO IN SEDE |
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Monviso |
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Mappa |
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