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COOPERAZIONE TERRITORIALE ITALIA – SVIZZERA
2007-2013
PARTNER CAPOFILA
Regione Piemonte
-Direzione Opere
pubbliche, difesa del suolo, economia montana e
foreste
TITOLO DEL PROGETTO
VETTA
"Valorizzazione delle
Esperienze e dei prodotti Turistici
Transfrontalieri delle medie e Alte quote".
AREA DI
LOCALIZZAZIONE DEL PROGETTO
Area di cooperazione transfrontaliera Italia –
Svizzera come previsto dall’Obiettivo 3
“Cooperazione regionale 2007/2013
PARTNER
Italia: Regione Piemonte, Regione Lombardia,
Provincia Autonoma di Bolzano, Cai – Gruppo
regionale Lombardia, Cai Sezione di Villadossola,
Cai Sezione di Novara, Irealp.
Svizzera: Cantoni,
Ticino e Grigioni
SOGGETTI COINVOLTI
ATSE Associazione
Ticinese per i sentieri escursionistici
Ente Ticinese per il
Turismo
Alpen Akademie
Sudbunden
DESCRIZIONE TECNICA
DEL PROGETTO
Premessa
Le Alpi costituiscono una cerniera di
collegamento tra le nazioni confinanti, in
particolare tra Italia, Svizzera e Francia, di
vivo interesse per gli aspetti storici,
culturali e naturalmente anche
turistico-sportivi, che spesso sono comuni.
La frequentazione
della montagna era costituita in passato da
appassionati ed esperti in cerca di percorsi e
scalate impegnative che utilizzavano come punti
di partenza i rifugi alpini, soprattutto
frequentati nel solo periodo estivo, stagione
ideale per tali exploit sportivi. Ancora oggi
tale tipo di frequentazione è presente nei
rifugi alpini, ma a fianco a questa si è
ampliata la quota di frequentatori che
riconoscono nel rifugio o nella piccola
struttura ricettiva di montagna il punto di
arrivo della loro giornata estiva/invernale
dedicata alla conoscenza dei luoghi, degli
elementi naturali, storici e tipici del contesto
territoriale. Si capisce quindi come le esigenze
di questa seconda tipologia possano essere
differenti da quelle degli apinisti: essi
richiedono un sistema di offerta più articolato
che non si esaurisce con la struttura ricettiva
e con il paesaggio montano. Per questo secondo
tipo di frequentatori diventa importante
l’intero itinerario che li porta dal fondovalle
alla struttura ricettiva e, insieme ad esso,
tutte le risorse e le attrattive che si trovano
lungo l’itinerario. Inoltre questa seconda
tipologia di turisti è interessata anche ad
itinerari posti alle medie quote che consentono,
dal punto di vista turistico, una maggiore
fruibilità in termini temporali.
Nel complesso si è
quindi allargata e differenziata, rispetto al
passato, la potenziale domanda che tuttavia non
trova pieno riscontro con l’offerta, non sempre
pronta a recepire le nuove esigenze e le nuove
opportunità.
Dal punto di vista
della ricettività, vi è ancora una forte
connotazione stagionale che ne limita l’utilizzo
e, quindi, le ricadute socio-economiche. Il
processo di adeguamento di tale offerta
ricettiva è inoltre limitato dai costi di
ristrutturazione ed i vincoli normativi che
disincentivano il piccolo imprenditore privato e
mettono in difficoltà anche le grandi
associazioni.
Per quanto riguarda la
promozione occorre constatare che non c’è in
genere un’offerta turistica strutturata e
coordinata, né tra strutture transfrontaliere,
né con il fondovalle. Nel primo caso poche sono
le iniziative che propongono circuiti turistici
internazionali a scavalco delle Alpi, mentre,
nel secondo, l’offerta dei rifugi ignora le
produzioni e le attività culturali svolte nei
rispettivi fondovalle che invece potrebbero
essere utile complemento e stimolo alla
frequentazione.
Sul fronte
dell’occupazione manca un punto di incontro tra
offerta e domanda di lavoro, con molti giovani
che vorrebbero, ad esempio, sviluppare
un’esperienza di lavoro in rifugio e con gestori
che stentano a trovare collaboratori capaci,
mentre le associazioni proprietarie talora hanno
difficoltà ad individuare gestori preparati e
motivati, non ultimo per la breve durata dei
contratti stipulati. Infatti l’attività è
concentrata su alcune settimane del periodo
estivo e sui week-end, mentre è troppo scarsa ad
inizio e fine stagione, in particolare nei
giorni feriali.
Il progetto,
inserendosi in un più ampio contesto di
valorizzazione e gestione delle zone montane, si
propone di migliorare, promuovere e stimolare il
sistema dell’offerta turistica alle medie e alte
quote attraverso la costruzione di prodotti
turistici transfrontalieri, intervenendo su temi
specifici quali il patrimonio ricettivo e la
sostenibilità ambientale dello stesso, la
formazione professionale e valorizzazione del
capitale umano, i servizi e le attrezzature
infrastrutturali collegati alla specifica
offerta ricettiva, la promozione,
l’accessibilità, la sicurezza.
Partendo da un’analisi
del settore del turismo escursionistico
transfrontaliero sia dal punto di vista
dell’offerta (sistema di ricettività,
accessibilità e servizi) sia dal punto di vista
della domanda (analisi delle preferenze
turistiche e delle tendenze future), ci si
propone di sperimentare l’attuazione di una
strategia comune tra le istituzioni pubbliche
per la promozione e la valorizzazione comune del
territorio e della cultura alpina dell’area
transfrontaliera in un’ottica di turismo
leggero.
Il miglioramento
dell’offerta turistica montana in quota, la sua
promozione oltre i confini nazionali nell’ottica
di valorizzare il territorio transfrontaliero
nella sua peculiarità naturale, culturale e
storica non può prescindere dalle iniziative di
salvaguardia dell’ambiente naturale, che
costituisce uno dei principali elementi di
attrazione, e dall’individuazione delle modalità
per formulare una proposta turistica che sia
ecologicamente sostenibile, che assicuri
un’evoluzione accettabile per quanto riguarda
l’influenza delle attività sulle risorse
naturali, sulla biodiversità e sulla capacità di
assorbimento dell’impatto e dei residui
prodotti.
La principale ricaduta
del progetto interessa l’economia locale, dal
momento che il sistema turistico organizzato
costituisce una fonte di reddito importante per
il territorio montano e offre occasioni di
lavoro stabile o stagionale da destinarsi alla
popolazione residente ed in particolare ai
giovani, contribuendo a contrastare la tendenza
all’esodo tuttora in atto nelle aree più
svantaggiate dell’Arco Alpino Italo-Svizzero,
non toccate dal grande turismo estivo ed
invernale.
Sintesi inerenti i
lavori che hanno interessato il Rifugio CAI
“Città di Novara”
I lavori hanno
riguardato la ristrutturazione del Rifugio Città
di Novara a Cheggio: rifugio di vecchia
concezione e mal inserito da un punto di vista
ambientale e architettonico. Il Rifugio Città di
Novara è uno dei rifugi che la Regione Piemonte
ha recentemente dotato di connessione
satellitare ad Internet nell'ambito del
programma Wi-Pie. È posto ad una quota
intermedia (1460 mslm) ed è facilmente
raggiungibile anche in auto. L’intervento
previsto ha inteso riqualificare la struttura
dal punto di vista architettonico e realizzare
servizi igienici per disabili. Il rifugio
diventerà Centro di Consultazione permanente
sulla “Geologia della Valle Antrona”, punto di
appoggio per il sentiero geologico dell’Alpe
Cama e struttura di collegamento con il Rifugio
Andolla.
Per migliorare
l’offerta del Rifugio Città di Novara si
infrastrutturerà il sentiero Geologico dell’Alpe
Cama che descrive le rocce verdi e la pietra
ollare dell’alta valle Antrona conosciuta dai
geologi di tutto il mondo come ofioliti di
Antrona. Il lavoro consiste nella sistemazione
del sentiero (pulizia, allargamento e
livellamento del piano di calpestio, gradonatura),
segnaletica, tabelle informative e orientative,
realizzazione di un sistema innovativo di
audio-videoguide che accompagneranno alla
scoperta del territorio e del percorso. |