PARTENZA ORE 7 – P.le Valentino

PARTENZA  Valsavarenche, Loc. Eau Rousse (mt. 1666)

ARRIVO  Casa di caccia mt.  2165

TEMPO COMPLESSIVO   h  4,00

DISLIVELLO     m. 499

LUNGHEZZA     km.  7

DIFFICOLTA’     E

ABBIGLIAMENTO  Trekking

Possibilità, per chi lo desidera, di prolungare il percorso fino al lago Djouan m.2516 + ore 1,15.

La Casa di Caccia Reale di Orvieilles (o Orvieille) risale al 1862 ed è una delle tante costruite in Piemonte e Valle d’Aosta per le cacce allo stambecco di Re Vittorio Emanuele II in quella sua riserva che con il tempo è andata a costituire il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Come molte altre (ad esempio l’attuale Rifugio Dondena) è costituita da un lungo fabbricato ad un piano, intonacato bianco (visibili due dipinti di stambecchi dell’epoca sulla facciata sud) dove soggiornava il sovrano con un’ampia area pressoché pianeggiante attorno dove si accampava il resto del personale, battitori ed eventuali ospiti, con attrezzature ed animali al seguito. Vittorio Emanuele II all’epoca fece predisporre anche una linea telegrafica per tenere i contatti con Torino. Il fabbricato è essenzialmente diviso in due parti con ingressi separati ed è stato ristrutturato dopo una valanga che nel 1982 ne distrusse una parte. La metà verso nord costituisce attualmente uno dei casotti di servizio ad uso dei guardaparco, la metà verso sud (oltre la quale si trova la fontana a cavallo del recinto per essere accessibile anche dall’esterno) è utilizzata nel periodo estivo per il soggiorno di ricercatori ed altro. Come in tutti i casotti dei guardaparco recintati e non l’ingresso è possibile solo se autorizzati (n.b. i casotti sono strutture di servizio per il personale del parco, Non sono rifugi o bivacchi destinati agli escursionisti).

Descrizione percorso:

Il ponte in legno sul Savara segna l’inizio del sentiero per il Vallone di Levionaz. Dalla strada della Valsavarenche salgono a Eau Rousse due stradine asfaltate, prendere quella più a valle che porta verso un ristorante. Poco prima sulla destra si stacca il sentiero per Orvieille che inizialmente è poco appariscente e attraversa dei prati (si passa al di sotto della grane colata acquosa di colorazione rossastra che da il nome alla frazione). Si raggiunge in breve il bosco e dopo un tornante si sale sempre in diagonale verso nord, innalzandosi rapidamente (anche visivamente poichè ci si muove nel senso in cui il fondovalle perde quota). Il sentiero per Orvieilles forma in pratica una grossa “S” con alcuni tornantini ogni tanto, ma procede in modo molto semplice, gli unici tratti leggermente ripidi sono all’inizio. Più avanti si trova una “casetta acquedotto” e si interseca un ruscello che si torna ad intersecare poco sopra dopo un tornante.

Ci si muove ora verso sud mentre il bosco alterna tratti più fitti di abeti ad altri più aperti di larici che lasciano intravedere il sentiero per Levionaz sull’altro lato della valle ed il villaggio di Bien. Dopo un altro tornantino si procede sempre verso sud (la montagna è a destra di chi sale), passando a monte di alcuni muretti che segnano la presenza di una casa ormai inesistente. Poco più avanti ci si affaccia verso la parte terminale della Valsavara, nel tornante che segna il ritorno in direzione nord, che manterrremo sino quasi ad Orvieilles. Da questo punto comincia ad intravedersi la Grivola, dal lato meno classico (il più famoso è quello piramidale che si affaccia verso la valle centrale dal Vallone del Nomenon), e dall’altro compare il Gran Paradiso. Proseguendo in direzione nord troviamo una targa incastonata in un masso che segna l’inizio del parco, ormai quasi illeggibile.

Passiamo un altro piccolo ruscello, poi si fuoriesce dal bosco in una zona aperta che permette di affacciarsi verso valle (in direzione nord ed est), dando un affaccio soprattutto verso la Grivola ed il Vallone di Leviona (compare il Rifugio Rosenkrantz Giorgio, più a monte si vedrà anche l’Alpe Levionaz Inferiore). Poco sotto la strada vediamo la baita diroccata di Rondzegou. Si prosegue in diagonale e in falsopiano nel bosco ma cominciando ad intravedere prati ed alpeggi più avanti. Passiamo altri piccoli ruscelli e siamo nel punto più aperto e panoramico. A valle sono visibili gli alpeggi di Carré, La Roua e, il più in basso, Cleyettaz. A monte è visibile l’alpe Montagna Djouan, poco sopra Orvieilles (non visibile perché nascosto dalla collinetta boschiva dinanzi a noi).

Poco oltre il sentiero diviene più sassoso, nel bosco di larici molto aperto (e molto suggestivo). Una volta nel bosco ci si ricongiunge al sentiero che sale da Creton passando da Carrè e dagli altri alpeggi che avevamo visto poc’anzi. Si riprende a salire sulla sinistra, nel bosco, sino ad una sella tra due collinette che da accesso alla Piana di Orvieille. Seguiamo la traccia sempre evidente, poi svoltiamo finalmente a sinistra aggirando la collinetta e compare la Casa di Caccia di Orvieilles, preceduta da un segnale su palina che individua il sentiero proveniente da Degioz Un cancello segna l’ingresso al recinto dal lato da cui proveniamo.

Superata la conca di Orvieille ci si dirige verso gli alpeggi Djouan e Tzoplana e quindi, salendo gradatamente, si entra nel vallone dei laghi Djouan, dove le grandi fioriture delle praterie alpine e la presenza di marmotte e ungulati riportano in primo piano il grandioso contesto naturalistico.