Rifugio Città di Novara

Alpe Cheggio

Il Rifugio “Città di Novara”

Altitudine: mt.1474
Ubicazione: Località Cheggio – 28841 Antronapiana (Vb)
Tel: +39 0324 575977
Sito Web: www.rifugionovara.com

Dove siamo

Il rifugio è ubicato in Valle Antrona, valle laterale della Val d’Ossola, all’Alpe Cheggio in prossimità del Lago dei Cavalli.
Per meglio conoscere la Valle Antrona (info turista, sport, escursioni, feste, il territorio, i laghi ecc…) andare nel sito www.valleantrona.com

Come Raggiungerci

Percorrere l’autostrada Voltri-Sempione, uscita Villadossola, quindi risalire la Valle Antrona fino ad Antrona Piana. Da qui seguire le indicazioni Alpe Cheggio. La strada è bitumata ed il rifugio è raggiungibile in macchina.

Il rifugio ampiamente rinnovato all’interno, offre una accogliente base d’appoggio per soggiorni sereni e rilassanti fra i prati dell’Alpe e lungo il lago. Nel salone, che può accogliere fino a sessanta ospiti, gli appassionati potranno gustare specialità gastronomiche della zona. E’ possibile anche pernottare con discreto comfort.
Dotato di 24 posti letto, rappresenta un punto di partenza ideale per le numerose escursioni nell’area della valle, per la ricchezza e varietà dei sentieri che si snodano tra i boschi e tra i vari laghi artificiali presenti nella zona.

Escursioni realizzabili in giornata dal Rifugio C A I Novara

  • La Forcola (1914) – dislivello 417 m – tempo di salita ore 1.30 – Difficoltà E
  • Giro del Bacino dei Cavalli (1626) – dislivello 136 m – tempo intera gita ore 2.00 – Difficoltà T
  • Passo della Preia (2327) – dislivello 837 m – tempo salita ore 3.00 – Difficoltà E
  • Pizzo Montalto (2705) – dislivello 1208 m – tempo salita ore 4.00 – Difficoltà EE/F
  • Rifugio Andolla (2061) – dislivello 571 m – tempo salita ore 2.00 – Difficoltà E
  • Passo del Fornalino (2345) – dislivello 848 m – tempo intera escursione ore 5.00 – Difficoltà E/EE

COOPERAZIONE TERRITORIALE ITALIA – SVIZZERA 2007-2013

PARTNER CAPOFILA
Regione Piemonte
-Direzione Opere pubbliche, difesa del suolo, economia montana e foreste

TITOLO DEL PROGETTO VETTA
“Valorizzazione delle Esperienze e dei prodotti Turistici Transfrontalieri delle medie e Alte quote”.

AREA DI LOCALIZZAZIONE DEL PROGETTO
Area di cooperazione transfrontaliera Italia – Svizzera come previsto dall’Obiettivo 3 “Cooperazione regionale 2007/2013

PARTNER
Italia: Regione Piemonte, Regione Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano, Cai – Gruppo regionale Lombardia, Cai Sezione di Villadossola, Cai Sezione di Novara, Irealp.
Svizzera: Cantoni, Ticino e Grigioni

SOGGETTI COINVOLTI
ATSE Associazione Ticinese per i sentieri escursionistici
Ente Ticinese per il Turismo
Alpen Akademie Sudbunden

DESCRIZIONE TECNICA DEL PROGETTO

Premessa
Le Alpi costituiscono una cerniera di collegamento tra le nazioni confinanti, in particolare tra Italia, Svizzera e Francia, di vivo interesse per gli aspetti storici, culturali e naturalmente anche turistico-sportivi, che spesso sono comuni.

La frequentazione della montagna era costituita in passato da appassionati ed esperti in cerca di percorsi e scalate impegnative che utilizzavano come punti di partenza i rifugi alpini, soprattutto frequentati nel solo periodo estivo, stagione ideale per tali exploit sportivi. Ancora oggi tale tipo di frequentazione è presente nei rifugi alpini, ma a fianco a questa si è ampliata la quota di frequentatori che riconoscono nel rifugio o nella piccola struttura ricettiva di montagna il punto di arrivo della loro giornata estiva/invernale dedicata alla conoscenza dei luoghi, degli elementi naturali, storici e tipici del contesto territoriale. Si capisce quindi come le esigenze di questa seconda tipologia possano essere differenti da quelle degli apinisti: essi richiedono un sistema di offerta più articolato che non si esaurisce con la struttura ricettiva e con il paesaggio montano.

Per questo secondo tipo di frequentatori diventa importante l’intero itinerario che li porta dal fondovalle alla struttura ricettiva e, insieme ad esso, tutte le risorse e le attrattive che si trovano lungo l’itinerario. Inoltre questa seconda tipologia di turisti è interessata anche ad itinerari posti alle medie quote che consentono, dal punto di vista turistico, una maggiore fruibilità in termini temporali.

Nel complesso si è quindi allargata e differenziata, rispetto al passato, la potenziale domanda che tuttavia non trova pieno riscontro con l’offerta, non sempre pronta a recepire le nuove esigenze e le nuove opportunità.

Dal punto di vista della ricettività, vi è ancora una forte connotazione stagionale che ne limita l’utilizzo e, quindi, le ricadute socio-economiche. Il processo di adeguamento di tale offerta ricettiva è inoltre limitato dai costi di ristrutturazione ed i vincoli normativi che disincentivano il piccolo imprenditore privato e mettono in difficoltà anche le grandi associazioni.

Per quanto riguarda la promozione occorre constatare che non c’è in genere un’offerta turistica strutturata e coordinata, né tra strutture transfrontaliere, né con il fondovalle. Nel primo caso poche sono le iniziative che propongono circuiti turistici internazionali a scavalco delle Alpi, mentre, nel secondo, l’offerta dei rifugi ignora le produzioni e le attività culturali svolte nei rispettivi fondovalle che invece potrebbero essere utile complemento e stimolo alla frequentazione.
Sul fronte dell’occupazione manca un punto di incontro tra offerta e domanda di lavoro, con molti giovani che vorrebbero, ad esempio, sviluppare un’esperienza di lavoro in rifugio e con gestori che stentano a trovare collaboratori capaci, mentre le associazioni proprietarie talora hanno difficoltà ad individuare gestori preparati e motivati, non ultimo per la breve durata dei contratti stipulati. Infatti l’attività è concentrata su alcune settimane del periodo estivo e sui week-end, mentre è troppo scarsa ad inizio e fine stagione, in particolare nei giorni feriali.

Il progetto, inserendosi in un più ampio contesto di valorizzazione e gestione delle zone montane, si propone di migliorare, promuovere e stimolare il sistema dell’offerta turistica alle medie e alte quote attraverso la costruzione di prodotti turistici transfrontalieri, intervenendo su temi specifici quali il patrimonio ricettivo e la sostenibilità ambientale dello stesso, la formazione professionale e valorizzazione del capitale umano, i servizi e le attrezzature infrastrutturali collegati alla specifica offerta ricettiva, la promozione, l’accessibilità, la sicurezza.

Partendo da un’analisi del settore del turismo escursionistico transfrontaliero sia dal punto di vista dell’offerta (sistema di ricettività, accessibilità e servizi) sia dal punto di vista della domanda (analisi delle preferenze turistiche e delle tendenze future), ci si propone di sperimentare l’attuazione di una strategia comune tra le istituzioni pubbliche per la promozione e la valorizzazione comune del territorio e della cultura alpina dell’area transfrontaliera in un’ottica di turismo leggero.

Il miglioramento dell’offerta turistica montana in quota, la sua promozione oltre i confini nazionali nell’ottica di valorizzare il territorio transfrontaliero nella sua peculiarità naturale, culturale e storica non può prescindere dalle iniziative di salvaguardia dell’ambiente naturale, che costituisce uno dei principali elementi di attrazione, e dall’individuazione delle modalità per formulare una proposta turistica che sia ecologicamente sostenibile, che assicuri un’evoluzione accettabile per quanto riguarda l’influenza delle attività sulle risorse naturali, sulla biodiversità e sulla capacità di assorbimento dell’impatto e dei residui prodotti.

La principale ricaduta del progetto interessa l’economia locale, dal momento che il sistema turistico organizzato costituisce una fonte di reddito importante per il territorio montano e offre occasioni di lavoro stabile o stagionale da destinarsi alla popolazione residente ed in particolare ai giovani, contribuendo a contrastare la tendenza all’esodo tuttora in atto nelle aree più svantaggiate dell’Arco Alpino Italo-Svizzero, non toccate dal grande turismo estivo ed invernale.

Sintesi inerenti i lavori che hanno interessato il Rifugio CAI “Città di Novara”

I lavori hanno riguardato la ristrutturazione del Rifugio Città di Novara a Cheggio: rifugio di vecchia concezione e mal inserito da un punto di vista ambientale e architettonico. Il Rifugio Città di Novara è uno dei rifugi che la Regione Piemonte ha recentemente dotato di connessione satellitare ad Internet nell’ambito del programma Wi-Pie. È posto ad una quota intermedia (1460 mslm) ed è facilmente raggiungibile anche in auto. L’intervento previsto ha inteso riqualificare la struttura dal punto di vista architettonico e realizzare servizi igienici per disabili. Il rifugio diventerà Centro di Consultazione permanente sulla “Geologia della Valle Antrona”, punto di appoggio per il sentiero geologico dell’Alpe Cama e struttura di collegamento con il Rifugio Andolla.
Per migliorare l’offerta del Rifugio Città di Novara si infrastrutturerà il sentiero Geologico dell’Alpe Cama che descrive le rocce verdi e la pietra ollare dell’alta valle Antrona conosciuta dai geologi di tutto il mondo come ofioliti di Antrona. Il lavoro consiste nella sistemazione del sentiero (pulizia, allargamento e livellamento del piano di calpestio, gradonatura), segnaletica, tabelle informative e orientative, realizzazione di un sistema innovativo di audio-videoguide che accompagneranno alla scoperta del territorio e del percorso.